Dalla tradizione della ceramica estense al design più attuale

La terra entra nelle fabbriche di Este come materia povera ed esce come manufatto prezioso. Ogni pezzo passa attraverso decine di mani, con competenze diverse, che foggiano, soppesano, valutano, scartano, decorano.

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Este è un’antica cittadina che sorge nella zona meridionale dei Colli Euganei a 30 km da Padova. La città di Este deve il suo nome al fiume Adige, Athesis per i Romani. La sua posizione tra i colli e le vie d’acqua, e la fertilità delle terre da cui è circondata, l’hanno fatta diventare un prolifico borgo medievale, di cui a tutt’oggi sono ancora riconoscibili le torri, i palazzi, la costruzione delle strade e le mura. Proprio a ridosso di queste ultime sorsero le fabbriche. Famosissime sono quelle della ceramica, che, soprattutto nel ‘700, resero Este famosa in Europa. Camminando sull’antico selciato delle vie del centro storico, si può ancora immaginare d’intravedere gli artigiani d’un tempo, seduti al loro banco di lavoro, creare piatti e stoviglie, con gesti veloci, ma non affrettati, fra pennelli e colori. Allora come adesso, la terra entra nelle fabbriche di Este come materia povera ed esce come manufatto prezioso. Ogni pezzo passa attraverso decine di mani, con competenze diverse, che foggiano, soppesano, valutano, scartano, decorano…. A Este la produzione delle ceramiche è insieme quella della bottega artigiana e della moderna azienda proiettata al futuro, che collabora sia con giovani designers, che con artisti di fama internazionale, producendo pezzi unici, caratterizzati dalla ricerca di materiali, forme e colori nuovi, intuendo mode e tendenze ed adattandosi alle richieste della più esigente clientela. Le esposizioni dei prodotti negli spacci aziendali propongono linee che si snodano tra l’antica tradizione e le più innovative creazioni. I magazzini conservano stampi vecchi di 3 secoli. Sapere che un oggetto esce da un modello che ha diverse centinaia d’anni e che viene decorato allo stesso modo da generazioni dà sempre emozione. Il pensiero ritorna al contesto in cui l’idea di quel modello è nata, al maestro d’arte che lo ha concepito, alle innumerevoli mani che lo hanno plasmato nel tempo. Possederlo significa entrare a far parte di una lunga storia.

Questi manufatti sono nuovi e antichi insieme, ma pienamente appartenenti al flusso del tempo. La loro storia è anche storia di uomini e donne, di famiglie, di un’intera città, quella di Este. È la storia dell’orefice atestino Girolamo Franchini che alla fine del ‘700, nel contesto di un’organizzazione del territorio e di una politica di espansione commerciale estremamente avanzate, si lancia nella produzione di maiolica, anzi di “terraglie sopraffine ad uso d’Inghilterra”. Girolamo trova nei colli di Este della terra adatta ad “una manifattura di quasi total perfezione”.

È la storia di Giovanni Battista Giorgini, l’aristocratico fiorentino, esteta raffinato, appassionato cultore delle belle cose, che, dopo aver lanciato l’alta moda italiana nel mondo, promuovendo e organizzando le prime sfilate a Firenze nel 1951, resta colpito dal fascino di Este e delle sue ceramiche. Se ne occuperà fino alla morte nel 1971, lasciando la sua attività al giovane nipote Giovanni Battista Fadigati, che arriva ad Este nel 1973 per portare avanti quella preziosa e difficile avventura della produzione delle ceramiche, simbolo dell’alta moda della tavola.

Este Ceramiche Porcellane, una delle più antiche manifatture d’Europa, richiama il fascino dell’antica fabbrica costruita lungo le mura della città nel centro storico a fianco del canale che portava a Venezia, dove la ceramica su misura, la qualità del fatto a mano, il ricco archivio di decori e forme lasciano estasiato il visitatore del percorso storico dell’arte della tavola, dalle origini al design attuale.

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